CULTURA DUOSICILIANA, RESTITUIRE ONORE ALLE NOSTRE GENTI
Il I4 agosto è una data da scolpire nel cuore delle genti del Sud: a Pontelandolfo (Bn) iscritti e simpatizzanti dei Comitati delle Due Sicilie hanno reso onore alle vittime civili trucidate dall'esercito piemontese nel
Conviene consultare una mappa ben dettagliata se si desidera raggiungere Pontelandolfo, in provincia di Benevento. Duemilacinquecento anime appena, ma tanta storia in quelle stradine strette e spioventi che si inerpicano fra antiche case in pietra su un una delle innumerevoli creste tufacee del Sannio.
Ma nonostante le esigue dimensioni del borgo, Pontelandolfo rappresenta un luogo "sacro" per tutte quelle genti che hanno sempre creduto nell'autentico riscatto del Sud Italia o, come ama chiamarlo questo drappello di appassionati, nazione delle Due Sicilie.
Un sussulto culturale, forse tardivo, ma che deve fare i conti con la retorica unitaria che sin dal 1860 non ha esitato a mistificare la portata sociale, economica e culturale di un territorio che sotto il regno dei Borbone di Spagna ha conosciuto circa due secoli di pace e prosperità, oltre ad aver favorito il fiorire di ampi filoni culturali, come il Settecento Napoletano, o l'edificazione di sontuosi monumenti, ancor oggi testimonianza di una prosperità e di una vivacità economica. La storiografia ufficiale risorgimentale ha nascosto alle genti del Sud, o delle Due Sicilie, che il nostro territorio rappresentava, sino all'invasione piemontese, la terza potenza economica d'Europa, dopo Regno Unito e Francia, dotata di una moneta forte e di una rete infrastrutturale assente nello stesso Piemonte.
Pontelandolfo, dicevo, è stata mèta di un pellegrinaggio laico, voluto dai Comitati delle Due Sicilie che lentamente, ma inesorabilmente, si stanno sviluppando e catturano ogni giorno sempre nuovi simpatizzanti, amanti della vera storia della nostra "parte d'Italia". A Pontelandolfo il 14 agosto
Circa sessanta i partecipanti, provenienti da: Puglia con il coordinatore Ezio Spina, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto; mentre alla Campania è toccata la parte del leone, con le rappresentanze di Caserta, Benevento, Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. Un nucleo di gente che ritrovandosi a commemorare una triste pagina della storia del nostro popolo, ha avuto occasione per rafforzare legami di fratellanza ed amicizia, da sempre esistiti, ma mai coltivati ed incentivati come adesso. Una festa in cui il sorriso ha unito in un profondo desiderio di abbattere quei residui ruderi di mura, che hanno sempre diviso le nostre genti chiudendole in un campanilismo ipocrita e deleterio. Genti una volta unite da una salda, reciproca conoscenza che favoriva scambi economici e reciproca prosperità.
Una giornata, quella trascorsa a Pontelandolfo, che per tutti coloro che amano il Sud Italia e desiderano il suo definitivo ed autentico riscatto, rappresenta il momento embrionale per un risorgimento di coscienze destinato a crescere giorno dopo giorno.
Il mio saluto, unito al caro ricordo di questa giornata, và all'amico Fiore Marro, segretario nazionale dei Comitati delle Due Sicilie; ai tanti convenuti fra i quali mi piace ricordare: Eduardo Vitale, direttore de "L'Alfiere" di Napoli; Marco Fortunato, responsabile dei Comitati Due Sicilie dell'Emilia Romagna; Nicola Longobardi, responsabile dei C.D.S. di Castellammare di Stabia; Duccio Mallamaci, calabrese responsabile Associazione Due Sicilie di Torino; il Gen. Antonio Pagano, direttore del mensile "Due Sicilie" di Vicenza; il patron di casa, Renato Rinaldi (a sinistra), strenuo sostenitore della riabilitazione storica delle genti di Pontelandolfo, nonché coordinatore del C.D.S. della cittadina sannitica; e, dulcis in fundo, l'ex sindaco di Pontelandolfo, Pinuccio Perugini (a destra nella foto), primo alfiere della restituzione dell'onore ai martiri del 1861.
(Salvatore Valentino)


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